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Amore platonico

Non so da dove cominciare. Proverò ad essere breve. 

Sono fidanzata da 8 anni; una storia con i suoi alti ed i suoi bassi, litigi,  crisi ma che siamo sempre riusciti a rimettere su, con la voglia di esserci l’un per l’altro.  Siamo molto diversi come approccio alla vita e questo non è sempre facilmente gestibile. Basti pensare che lui è stra convinto di voler vivere all’estero mentre io ho le mie crisi e ogni tanto voglio ritornare in Italia. 

Perché parlo di amore platonico? Perché è quello che ho scoperto di provare per un vecchio “amico”, conosciuto all’università 10 anni fa. All’epoca ci frequentammo come amici per qualche mese, io mi stavo innamorando, poi lui sparí letteralmente dalla mia vita per riapparire dal nulla l’anno scorso tramite quel maledetto Facebook. Non so perché ma ci siamo ritrovati ad intenderci “intellettualmente”  più di 10 anni fa e non riesco a smettere di pensarlo. Ho rischiato di mandare all’aria la mia storia perché dentro di me è nata questa stupida e  maledetta idea che lui sia “un angelo”. Ci siamo allontanati per non combinare disastri ma mi manca. Mi manca la bellezza che riusciva a tirarmi fuori solo chiacchierando. Come si fa ad allontanare un’idea?

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53 commenti a

Amore platonico

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  1. 1
    Rossella -

    Questa immagine descrive alla meraviglia un’epoca in cui la famiglia non è stata tutelata. La possiamo accettare perché tanto accettiamo tutto, soprattutto quando viene dall’Europa, ma la nostra natura va oltre ogni più rosea aspettativa di tolleranza e di accettazione di una serie di consuetudini. Sai, in un primo momento ti potrai anche autoconvincere che non hai avuto un buon rapporto con tuo padre ma le tue o le mie convinzioni lasciano il tempo che trovano o almeno così dovrebbe essere visto e considerato che le nostre tasse servono anche a finanziare la ricerca. Dovresti girare il tuo quesito alla comunità medico scientifica internazionale. In parole povere vorresti uscire a fare una passeggiata con qualcuno con cui ti scambi si e no due parole ma ti sembra riduttivo e forviante. Un marito non è molto diverso dal padre o dal fratello… se ragioniamo in questo modo anche l’amicizia uomo-donna non sarà una chimera. In effetti si tratta di un’entità, a proposito di angeli custodi, che dovrebbe diventare una presenza stabile, ma soprattutto una presenza, all’interno della tua vita o di una parte di questa; il resto non mi sembra determinante e sicuramente – perché questo è certo- non potrà mai comunicarti sicurezza perché il tuo fidanzato potrebbe avere un confronto molto più costruttivo con milioni di altre donne… questa idea, apparentemente banale, si depositerà sul fondo della tua coscienza, impedendoti di lasciarti andare in quel senso. Questo è solo il mio punto di vista, non ho pretese di dire il vero.

  2. 2
    Golem -

    Perche’ dovresti allontanarla questa idea? L’hai voluta? Se sì lo puoi fare, ma non credo che tu l’abbia voluta. Arriva da piu’ lontano della coscienza che ti chiede di allontanarla. E’ la solita lotta tra realtà e fantasia. La fantasia e’ una velocista mentre la realtà e’ una fondista. Partono insieme, e fino a meta’ gara e’ in testa la prima, ma inevitabilmente il traguardo lo taglia la realtà. Anche se tu avresti scommesso sulla “velocista”.

    Tu semplicemente non sei piu’ innamorata del tuo fidanzato ufficiale. Non capisco cosa intendi quando parli di distruggere il tuo rapporto. Vuoi nascondere questo pensiero al tuo partner e restare con lui? Se come sembra ci tieni dovresti parlargliene, non credi? Oppure uno serve a una cosa e l’altro ad un altra?
    Poi, se dovessi chiudere la tua attuale storia, frequenta il tuo sogno romantico concretamente, e dopo “metà gara” la realtà ti mostrerà inevitabilmente che ha anche lui un sacco di difetti. La verità non e’ mai immediata, si raggiunge per gradi, come la realtà’ di cui è sinonimo. La “fondista” di prima.

    Oppure, meglio dai, resti con l’attuale fidanzato ci fai una famiglia, “reale” (in tutti i sensi) e “l’angelo” te lo tieni come “ciucciotto” col quale consolarti “platonicamente” (?) quando la realtà contingente non ti soddisfa. E sogni. Lo fanno in tanti, e si può vivere anche così, fantasticando su quello che poteva essere. In questo modo “i castelli in aria” non crollano mai, perché semplicemente non esistono. Come se li avessi costruiti su un altro “pianeta”.
    Non so se te ne sei accorta, tu sei davanti al bivio “fantasia e realtà”, e le stai imboccando entrambe. Stai imboccando…un bivio.
    Auguri per il tuo amore “plutonico”

  3. 3
    DeaBastet -

    Rossella, perdonami ma non credo di aver compreso del tutto il tuo commento. Potresti riformulare il tuo pensiero?
    Ti chiedo scusa.

  4. 4
    Thot -

    miao, se non fosse tremendo

  5. 5
    Enti -

    Metti i piedi per terra . Non si vive di sogni e il tuo lui se ha la testa sulle spalle, ovvero se si sta dedicando ad un lavoro, ha pienamente ragione a nn voler tornare in Italia. Le sue priorità sono il lavoro forse, mentre le tue sono altre. Parli di angeli amori platonici, crisi per voler ritornare in Italia. Secondo me nn vuoi fuggire dal tuo ragazzo ma dalla realtà, che è dura sempre e con chiunque tu la condivida. Non esistono gli angeli e le vie di fuga. Esiste crescere o rimanere bambini per sempre(sempre che tu te lo possa permettere). Così di primo acchitto mi sembra di leggere tra le righe solo un po’ di immaturità. Forse mi sbaglio ma valuta bene e se devi fare delle scelte falle da Donna non da bambina capricciosa. Ovvero scelte responsabili che non accontentino solo l’istinto. Non sarei felice se fossi il tuo uomo a sapere che hai instaurato un bel rapporto”intellettuale” con una tua vecchia fiamma. Mah…

  6. 6
    DeaBastet -

    Grazie per i vostri commenti. È sempre prezioso il tempo dedicato agli altri.
    Enti, il tuo commento non fa una piega. Sono una persona che si analizza tantissimo o almeno ci prova. So bene di essere fondamentalmente una “bambina” con questo continuo desiderio di “rifugiarsi altrove” e forse questo vecchio amico era diventato “l’altrove”. Al mio ragazzo ho confessato questa “cotta” o qualsiasi cosa essa sia. Sta di fatto che io voglio restare lì dove sono: accanto al mio ragazzo e ci sono rimasta perchè se c’é una cosa che ho imparato negli anni è proprio mettere da parte gli egoismi e gli istinti. Ho fatto di tutto per il mio ragazzo: l’ho inseguito all’estero per non perderelo; sono andata a vivere da sola in un paese straniero perché lui non era pronto per andare a vivere insieme. L’ho sempre aspettato. Scaccio ogni giorno l’idea dell’altro che viene a sabotarmi le giornate. Io non volevo innamorarmi, infatuarmi o “perdermi” quando ho accettato nuovamente la sua amicizia. È solo che ecco, forse lui era diventato la mia “fuga dalla realtà” fatta di sacrifici e a volte tante delusioni. Ma resta un grande dispiacere: anni fa io ho provato qualcosa per lui e se l’ho riaccolto nella mia vita era perché credevo nell’amicizia. Mi sbagliavo: lui non voleva amicizia.

    Ps: le mie priorità sarebbero un percorso di studi non terminato all’epoca perché scelsi l’amore e che vorrei concludere. Il mio ragazzo non volle aspettarmi e partí da solo.

  7. 7
    Thot -

    a te, non te,
    il mio indimenticabile addio,
    grazie!

  8. 8
    cam -

    Secondo me è pura idealizzazione, a me capita quando non sono coinvolta emotivamente da nessuno e allora inizio a fantasticare, ma queste fantasie non sono mai diventate realtà per capirci, sono rimaste fantasie.
    Probabilmente per te rappresenta quello che non è il tuo ragazzo, una fuga dalla routine o da non so cos’altro. Magari le cose tra di voi si sono raffreddate dal punto di vista della passione o forse sono solo problemi che ti fai tu, analizzando troppo te stessa e dando credito a quelle che dopo dieci anni secondo me sono soltanto fantasie e che dovrebbero lasciare il tempo che trovano.
    Poi a me non è mai capitata come situazione, quando sto con una persona sono coinvolta solo da lei, non potrei mai pensare ad un altro ragazzo soprattutto “platonicamente” e mentalmente. Vorrebbe dire che qualcosa non va.
    Poi credo che noi donne siamo molto melodrammatiche, passami il termine. Ci facciamo un sacco di pare mentali e così ci sfugge la realtà, che tu dici di non voler perdere. Perciò lascia stare, non crogiolarti nei tuoi pensieri e stai vicino a chi ti ama ed è vicino a te.
    Un saluto

  9. 9
    DeaBastet -

    Cam, siamo melodrammatiche. Tremendamente melodrammatiche! Rimuginiamo su qualsiasi cosa, per secoli, senza tregua.
    Io so bene che “l’altro” rappresenta una mia idealizzazione: il compagno buono, comprensivo, fedele e poco egoista che il mio ragazzo non è stato, almeno non all’inizio della storia. Troppo sicuro di sé e mai disposto al compromesso, mi ha fatto dannare e così mi sono dovuta ricostruire e accettare molte cose. Poi ad un certo punto arriva chi ti chiede: ma è giusto che tu abbia accettato tutto questo per mero sentimento? Un sentimento che ad un certo punto non è stato nemmeno più ricambiato?
    Insomma, l’altro mi ha messo in testa tanti dubbi (e so bene che lo faceva per tirare acqua al suo mulino).

  10. 10
    DeaBastet -

    Golem, mi piace molto la tua metafora sulla fantasia e la realtà.
    Con distruggere il rapporto, intendo spingersi oltre certi limiti, assecondando gli istinti.
    Ero in qualche modo attratta dall’altra persona, qualcosa che non riuscivo a spiegare che però esisteva. Ho dovuto usare tutta la razionalità possibile e appigliarmi al sentimento che ancora nutro per il mio compagno e che però mi stava sfuggendo dalle mani, per restare lí dove sono rimasta.

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