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1 anno dopo

Ormai è da quasi un anno che non entro qui e a dire la verità dopo aver riletto quello che avevo scritto mi sono vergognata così tanto che ho provato l’impulso di cancellare tutto. Forse lo farò, o forse no, dopotutto era una pagina di sfogo scritta in un periodo davvero difficile, e il motivo per cui l’ho pubblicata è lo stesso per cui pubblicherò ancora queste parole: il bisogno di esternare pensieri che altrimenti non potrei dire a nessuno. In un anno sono cambiate molte cose, a cominciare da me stessa: dopo aver conseguito la maturità, ho deciso che non potevo continuare così, a vivere con l’autostima sotto i piedi e a badare continuamente al giudizio degli altri, così ho cercato di rilassarmi, di smettere di avere paura del parere altrui e di guardare la vita con più positività. Anche se i periodi di ansia e dubbi non sono mancati (ma del resto il 2016 è stato l’anno dei cambiamenti) ho inziato a frequentare l’università. Le prime settimane sembrava andare tutto bene, ho conosciuto alcune ragazze simpatiche e l’indirizzo di studio mi piaceva (e mi piace tutt’ora). Il problema è che l’università (forse perchè ha sede in una città abbastanza piccola, bella ma sottovalutata) non ha molti studenti iscritti, e ci sono poche vere occasioni di fare amicizia dal momento che ci sono gruppetti abbastanza chiusi o ragazzi che hanno già una compagnia al di fuori di questo ambiente e non sono interessati a conoscere persone nuove. I primi tempi mi sono detta che era normale, e non posso mica pretendere di conoscere tutti e subito, solo che la cosa è andata avanti fino ad ora, che è quasi periodo di esami e lo studio ha la priorità. Mi hanno dato fastidio (in realtà deluso) alcuni comportamenti di persone che ritenevo “amiche”..ora, io ho tremila difetti e nessuno è perfetto, ma già ho difficoltà a fidarmi completamente degli altri, se poi scopro che parlare alle spalle di tutti è una cosa ritenuta “normale” allora la mia fiducia va a farsi benedire. Non credo che sia una regola essere maturi a 20 anni, io stessa non mi sento per niente matura, ma dopo la brutta esperienza del liceo pensavo che queste cose cambiassero un pochino all’università. Comunque, a parte questo la situazione è decisamente migliorata rispetto a quando ho scritto qui per la prima volta, anche se putroppo ho dovuto smettere di andare dalla psicologa per vari motivi che non dipendevano da me. Ho scoperto inoltre, da poco, di soffire di un disturbo della tiroide, che forse causa o influenza i miei stati ansiosi.         In questo momento, però, a distanza di un anno, sto ancora male. Male nel senso che sono ansiosa, apatica e depressa, ho mille dubbi e non so davvero se sia colpa della tiroide (devo ancora fare degli accertamenti, ma sembra che sia una cosa che ho da parecchio tempo) o del mio carattere schifoso. Sono incerta su tutto, sul mio futuro e sulle amicizie. Che palle questa, direte voi. Già, che palle, che palle perchè io ci provo a prendere la vita con più leggerezza, a non farmi abbattere dal minimo ostacolo che incontro, ma ecco che puntualmente l’angoscia ritorna. Ora ho persino dubbi sulla mia scelta universitaria: mi piace quello che sto facendo, mi piacerebbe diventare archeologa (anche se so che è una scelta azzardata, nel contesto attuale forse impossibile), ma non è mai stata la prima scelta e non sono nemmeno così convinta. Non avendo fatto il liceo artistico non mi sono iscritta a Belle Arti o a un’altra scuola d’arte, eppure il sogno di imparare seriamente a disegnare e lavorare nel mondo del fumetto non mi abbandona mai. Da piccola disegnavo spesso, tutt’ora se mi ci metto ricevo soltanto complimenti, io stessa che non ho austostima credo di avere del talento, e non lo dico a caso ma perchè è una delle poche certezze che ho. Volevo quindi farne soltanto un hobby e inziare a frequentare un corso di fumetto, ma (ti pareva) i corsi disponibili costano troppo. Tra l’altro, poco tempo fa mi hanno raccontato di una ragazza che conoscevo, con cui andavo d’accordo da bambina ma che allora non ho frequentato e che tutti consideravano strana e atipica, che ora non è più da sola, ha una sua compagnia e fa tutte quelle cose che piacerebbe fare anche a me. Ormai sono anni che non ci sentiamo, ho provato a contattarla ma non mi ha risposto. Mi dispiace molto, avevamo e abbiamo parecchie cose in comune e mi dò della stupida al pensiero che, da bambine, pur trovandola simpatica e alla mano non l’ho mai davvero frequentata anche per non essere giudicata strana anch’io (cosa che comunque poi è avvenuta, l’ironia proprio). Solo adesso mi rendo davvero conto di quanto mi sono lasciata influenzare dal giudizio degli altri e di quanto sono stata idiota perchè questo ha avuto conseguenze sulla situazione che sto vivendo (la mia insicurezza, la scelta della scuola superiore, la ragazza di cui ho parlato, ecc). In questi giorni non ho voglia di fare nulla, non provo piacere in niente, mi sento sempre triste, arrabbiata, somatizzo tutto e l’angoscia sale se penso che tra poco dovrò dare gli esami e devo concentrarmi per studiare. Non posso dire nulla alla mia famiglia, non un’altra volta, non dopo che sono felici nel vedermi finalmente serena. Forse tra pochi giorni mi sarà passato tutto, forse è colpa della tiroide (se c’è qualcuno tra voi che ha questi disturbi, non esiti a scrivere dei pareri), spero sia così. Non voglio mollare tutto adesso, non dopo che sono riuscita ad attraversare un periodo tanto brutto, dopo che ho smesso di ignorare il mondo e ho cercato di andare avanti. Non voglio sprofondare nella tristezza, non è giusto. E niente, speravo che l’inizio di quest’anno fosse diverso rispetto al precedente.

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